
E’ fashion e tecnica la tuta rosa di Colmar, destinata a tutte le amanti dello sci che non vogliono rinunciare a un tocco di femminilità anche sulle piste. La tuta è disponibile in diversi colori e anche nella variante con il cappuccio con bordo di pelo. Il tessuto è idrorepellente e altamente resistente all’abrasione, adatto a conservare e mantenere il microclima interno.
E’ rock e metallica l’ultima versione della Pinko Bag, l’handbag più amata dalle teenagers italiane. Disponibile nei colori nero e viola, è realizzata in velluto liscio con una decorazione metallica sul davanti. la tradizionale scritta Pinko Bag è in glitter ed è rimovibile tramite dei clip lungo i lati della borsa. Per il resto è del tutto simile alle altre Pinko Bag: c’è una tasca interna, la chiusura a cerniera, la possibilità di regolare la capacità della borsa con apposite clip.
Da: Shoppinko
Vestirsi bene, ovvero croce e delizia ad ogni età. La difficiltà sta ovviamente nel mediare tra ciò che è trendy e ciò che ci sta bene. Escluse infatti le poche fortunate che abitano le copertine di Vogue e di Elle, tutte abbiamo dei difetti che l’abito dovrebbe cercare di camuffare, valorizzando parallelamente i nostri pregi.
La fregatura è che con l’andare del tempo è sempre peggio. Come fare a vestire bene dopo i 50 anni? Io credo che il segreto sia nel trovare un abile bilanciamento tra i due opposti da evitare, ovvero rischiare il ridicolo vestendosi troppo da ragazzina o viceversa sembrare una vecchietta anzitempo.
La rivista Guardian ha stabilito un elenco di regole da seguire per vestire bene dopo i 50. Da conservare accuratamente per i tempi che verranno o da passare con discrezione alla mamma o alla zia bisognose. 1) Il nero snellisce, e questo lo sanno tutti. Ma dopo i 50 il nero deve diventare una grande presenza da non perdere mai di vista. Altro colore consigliato alle over 50 è il beige, ed in questo caso bisogna fare ancora più attenzione al trucco e ai gioielli da abbinare. 2) Attenzione a non esporre troppi centimetri di pelle nuda; in caso di donne corte, è obbligatorio l’uso del collant. 3) Sono ok le fantasie floreali, ma attenzione all’effetto-tovaglia: i fiori devono essere grandi e in stile etnico. 4) In caso di gambe ancora belle, sono consigliati gli abiti tunica che accarezzano senza segnare le forme della parte superiore. 5) Per le 50enni dallo spirito rock, sono ancora concessi stivali da motociclista e giacche di pelle. 6) E’ molto importante bilanciare pezzi classici con dettagli fashion.
Ci si aspettava, per le Spice neo-riunite, un look che riprendesse le antiche vestigia ma in versione più sobria, considerando l’eta più avanzata delle cinque popstar.
Ma gli ultimi costumi disegnati da Roberto Cavalli sembrano risalire al 1996, quando le Spice, sulla cresta dell’onda, cantavano Wannabe attorniate di adolescenti adoranti.
Forse questi estrosi abiti di scena non saranno del tutto adatti a delle signore con famiglia e figli a carico. Ma fanno venire tanta nostalgia…
Fashion victim fin da bebè? Ora si può con le linee baby lanciate da alcune delle griffe più altolocate come Dior (nella foto, tratta dal sito ufficiale).
E non si parla solo di scarpine, magliettine e vestitini lillipuziani. Come potete vedere, l’asservimento al fashion system inizia in età ancora più tenera, addirittura a poche ore dalla nascita se ad allattare il piccolo ci pensa un biberon brandizzato.
La domanda che sorge spontanea è: cosa importa a un bambino di pochi giorni o anche di pochi mesi di utilizzare un ciuccio Dior? Al bambino nulla, ovviamente, ma importa eccome alla mamma trendsetter e a chi decide di regalarlo, dribblando così i noiosi negozi per l’infanzia e optando senza sensi di colpa per le boutique di alta moda.
Paraorecchie è sinonimo di vivere l’inverno con originalità e un pizzico di stravaganza; ma se si tratta di un paraorecchie e griffato come quello di Burberry nell’immagine, bisogna aggiungere “con stile”.
Negli ultimi anni il paraorecchie è stato riscoperto in concomitanza con il grande ritorno del cerchietto come accessorio per teenagers prima, per (quasi) tutti poi.
Quest’inverno il paraorecchie è un grande protagonista, e si può scegliere in modelli esplicitamente baby come quelli di Hello Kitty o in versioni griffate e sofisticate. Per tutte coloro in odore di settimana bianca, sappiate che il paraorecchie spopolerà anche sulle piste da sci.

Continua la tricks mania, ovvero la moda di appendere ciondoli a borse, agende, cellulari, mazzi di chiavi e via dicendo. Lungi da essersi arenata come mania estiva o comunque effimera, la tricks mania spopola anche nel periodo pre natalizio.
Ormai non si tratta più solo di piccoli Winnie Poo o Titti comprati inserendo 1 euro nell’apposito distributore: anche le griffe più importanti come Prada o Louis Vuitton si sono dedicate a quello che ormai è un vero e proprio oggetto di tendenza, rendendo evidente che ormai la tricks mania non è più solo per teenagers ma coinvolge tutte le fasce di età.
Nell’immagine, un modello di Tarina Tarantino.
Ci sono abiti che per sempre ci ricorderanno sempre una determinata occasione o un determinato momento: il completo della laurea, la maglietta che indossavamo quando abbiamo dato il primo bacio al nostro lui, i jeans della nostra adolescenza e i sandali delle prima volta in giro fino a tardi. Allargando lo sguardo, ci sono anche abiti celebri di film e personaggi famosi che negli anni sono diventati degli oggetti di culto, lanciando talvolta delle vere e proprie mode o finendo per connotare fortemente un periodo storico. Il quotidiano inglese Independent ha recentemente dedicato un lungo reportage ai dieci abiti che hanno fatto la storia.
I prescelti sono: abito da cerimonia di Winston Churchill durante la Seconda Guerra Mondiale; il celebre abito Mao Tse Tung che compare nei ritratti di Andy Warhol; gli abiti Giorgio Armani indossati da Richard Gere in American Gigolo; i vestiti maschili di Marlene Dietrich; il mitico abito di Chaplin; il vestito grigio di Cary Grant in Intrigo Internazionale di Alfred Hitchcock; gli abiti total-white di Tom Wolfe; gli abiti neri con cintura alta e cappotto di Malcom X; giacca senza colletto portato dai Beatles agli inizi degli anni sessanta; l’abito-icona nel periodo hippy del cantante Gram Persons, bianco con immagini di foglie di marijuana, donne nude e una grande croce rossa.
Dal Corriere della Sera.

Avete già pensato a cosa indossare per Capodanno? Spesso non è semplice trovare un compromesso tra abiti da sera che possono risultatare eccessivamente eleganti e la nostra voglia di apparire più belle e sofisticate in occasione di festeggiamenti e serate in discoteca.
Nel catalogo on-line di Miss Sixty sul sito ufficiale ho trovato questa mise molto trendy e sfiziosa ma non troppo formale, facilmente declinabile a seconda dei propri gusti o del nostro guardaroba preesistente. I capi necessari per realizzarla sono un minidress morbidamente drappeggiato, un paio di leggings e delle decolletées a tacco alto.
Nell’insieme quello proposto da Miss Sixty appare un abbinamento sexy e giovane, rock e romantico al tempo stesso. Volendo, da completare con maxi gioielli e una borsetta sfiziosa.

Voglia di atmosfera natalizia? Gilli propone l’Happy Christmas Cube, una divertente handbag dalla foma quadrata con un disegno naif che raffigura tutti i classici elementi natalizi: Babbo Natale sulla slitta, l’albero, il pupazzo di neve.
Gilli propone inoltre altri modelli in tema, come la Happy Artic, decorata con Babbo Natale in mezzo alla neve e Happy Penguin, con tre pinguini. Per sapere dove trovarle o per consultare il nutrito catalogo potete visitare il sito ufficiale.